The Legend of Zelda: Spirit Tracks

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The Legend of Zelda: Spirit Tracks

autoredi Davide Fabbri data28 December 2009 - 15:28 commenti4 commenti Condividi

A due anni di distanza da Phantom Hourglass la leggenda torna su DS, come sempre carica di aspettative. La nuova avventura di Link riesce a migliorare i già ottimi risultati raggiunti dal predecessore o si rivela una fotocopia sbiadita?

Can Hyrule’s fate really depend on such a lazy boy?

The Legend of Zelda: Spirit Tracks è il seguito diretto di Phantom Hourglass, uscito anch’esso su Nintendo DS nel 2007, a sua volta erede spirituale di Wind Waker, del 2003 per GameCube. Come ci ha da tempo abituati la saga, i vari episodi narrano vicende molto diverse tra loro, ambientate in epoche e mondi mai uguali e con protagonisti sempre differenti. Il filo conduttore comune è il ripetersi ciclico della tradizione che vede coinvolti l’Eroe della leggenda, la principessa di Hyrule, un esponente delle forze del male e un mondo dilaniato dal conflitto fra le forze oscure e quelle del bene.

Da questa impostazione di base prendono vita le diverse varianti proposte in ogni capitolo, che a volte si distaccano in maniera abbastanza marcata come in Link’s Awakening o Majora’s Mask, ma in questo caso parlare di seguito non è affatto sbagliato. Tralasciando le molte similitudini a livello grafico e di gameplay tra Spirit Tracks e Phantom Hourglass di cui parleremo più avanti, nel corso dell’avventura abbiamo infatti modo di rincontrare vecchie conoscenze, come Nico, e discendenti di amici passati, come Linebeck III, senza contare che si sprecano i riferimenti alle gesta di Dazel e della sua ciurma di agguerriti pirati.

Un’ottima introduzione durante la quale viene narrato l’epico scontro tra gli Dei e il Re Demone avvenuto secoli addietro serve per presentarci l’appisolato ascoltatore della storia, il cui risveglio avviene con una scenetta che strizza l’occhio ad Ocarina of Time. In questa occasione impersoniamo un giovane apprendista macchinista, l’ennesimo Link discendente dell’Eroe, che insieme al mentore Vittorino si reca in visita al Castello del Regno di Hyrule per ricevere la nomina di macchinista ufficiale direttamente dalla principessa Zelda. Dopo i primi minuti di gioco, che servono per prendere confidenza con i comandi e calarsi nella magica atmosfera che permea l’intero titolo, la situazione precipita. Il malvagio Tristalpin, in combutta col Ministro Mirona, mette fuori gioco Link e Vittorino e si impossessa del corpo di Zelda. Il piano dei due è seminare il caos nel Regno e riportare in vita il Re Demone grazie al corpo della principessa.

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Link e Zelda, sotto forma di spirito, si recano alla Torre degli Dei dove è in corso il cerimoniale per liberare il Re Demone. Qui la venerabile Doruotea informa i due giovani che prima di recuperare il corpo della principessa e fermare il rito devono guadagnarsi l’accesso all’ultimo piano della Torre: per farlo devono far tornare le rotaie in tutto il Regno, scomparse dopo l’attacco di Tristalpin e Mirona, e recuperare le Pietre degli Spiriti, disseminate in Templi sparsi in ogni angolo del mondo. Ed è così che, saliti sul Treno degli Spiriti, Link e Zelda partono per una nuova avventura.

The Adventure of Zelda

Questo antefatto, oltre a fornire le giuste motivazioni per far appassionare il giocatore alla vicenda, serve anche per introdurre le due più grandi novità attorno alle quali si sviluppa Spirit Tracks: il ruolo attivo di Zelda e gli spostamenti in treno. Per la prima volta nella ultraventennale storia di The Legend of Zelda, dopo anni passati ad affidare il destino del suo reame nelle mani altrui, dopo rapimenti e brevi comparsate durante gli scontri finali, la bionda principessa partecipa finalmente in prima persona al fianco di Link. Per la maggior parte del tempo rimane invisibile, ma è sempre pronta a dispensare utili consigli in caso di necessità, come Navi o Midna nel passato, prende parte a tutti i dialoghi più importanti, dato che il mutismo di Link permane anche in questo episodio, e risulta fondamentale per scalare la Torre degli Dei.

Questa struttura consiste in un dungeon principale, molto più grande del normale, da affrontare in più riprese, come avveniva in Phantom Hourglass. Col procedere del gioco è possibile accedere a nuovi piani della Torre e sfruttando tutte le abilità e gli strumenti di Link bisogna tentare di raggiungere la sommità. Ma questa volta nemmeno Link può farcela con le sue sole forze. La Torre è infatti infestata dagli Spettri, gli stessi già visti nella scorsa uscita su DS. Ed è proprio in queste situazioni che Zelda rivela tutta la sua utilità: essendo un fantasma può possedere il resistente corpo degli Spettri ed aiutare Link nella scalata.

I due personaggi si possono muovere separatamente oppure agire in coppia, il tutto attraverso il solo uso dello stilo. Sfruttando l’invincibilità dello Spettro posseduto, l’equipaggiamento di Link e combinando i poteri dei due si riescono a superare tutte le insidie presenti nella Torre. Fortunatamente è scomparso il tempo limite di permanenza nel livello principale e non è più necessario ripercorrere gli stessi piani più volte, due delle caratteristiche chiave, e purtroppo più fastidiose, di Phantom Hourglass. Questa volta è possibile procedere con calma e venire a capo di tutti i segreti che la Torre nasconde.

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Tralasciando le notevoli implicazioni pratiche, avere Zelda per la prima volta al proprio fianco è sicuramente un’esperienza piacevole, specialmente per i fan di lunga data della serie. Mai come ora è possibile apprezzare appieno il carattere della principessa, vulcanica ma nel contempo molto femminile. A parte qualche divagazione nel corso degli anni, come Dazel o Sheik, eravamo abituati ad una regnante calma e composta, dai modi solenni. Invece adesso Zelda si presenta spesso irrequieta, permalosa quando punta sul personale, a tratti fifona e a tratti coraggiosa, molto emotiva e decisamente simpatica. Anche il clima scanzonato dell’avventura, caratteristica degli episodi portatili in contrapposizione al tono più epico dei capitoli per le console da salotto, contribuisce in questo processo che mostra la figura della principessa Zelda sotto una nuova, inattesa, luce.

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4 commenti per “The Legend of Zelda: Spirit Tracks”
  1. Avatar

    andoreamon

    2009-12-29 alle 6.37 pm - #1

    Complimenti per la recensione. Ci sto giocando proprio in questi giorni, mi piace guidare il treno, e… tirare quella cordicella :p

  2. Avatar

    StarFox

    2010-01-03 alle 9.24 am - #2

    Io ho già deviato per le subquests! Molto più consistenti che nel predecessore… pensandoci bene, qualunque cosa è migliore che nel predecessore.
    Do’ 10 a questo gioco.

  3. Avatar

    Mardraum

    2010-01-13 alle 9.37 am - #3

    Do come voto 10 al gioco e alla recensione solo per questa frase geniale “Fortunatamente è scomparso il tempo limite di permanenza nel livello principale e non è più necessario ripercorrere gli stessi piani più volte, due delle caratteristiche chiave, e purtroppo più fastidiose, di Phantom Hourglass.”. Se c’era una cosa da migliorare nel predecessore lo hanno fatto, complimenti.

    P.S. se non leggevo la recensione nemmeno mi accorgevo che non potevi girare liberamente a causa dei binari.

  4. Avatar

    Karsus

    2010-01-14 alle 3.56 pm - #4

    Recensione perfetta.

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