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Mobile gaming: morte di DS e PSP?
di Lorenzo Mosna
26 November 2009 - 9:49
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Il mondo è in divenire. Ma il mondo della tecnologia è un passo avanti. Quello che ieri era utile, oggi è vecchio, rimpiazzato da qualcosa di più pratico e – soprattuto – di convergente. Pensiamoci: 15 o 20 anni fa per telefonare, svegliarsi all’ora desiderata, scattare una fotografia e ascoltare musica camminando avevamo bisogno di un telefono, una sveglia, una macchina fotografica e un Walkman. Oggi tutto questo lo fa un cellulare da 60 o 70 euro. Il telefonino è diventato, forse in misura ancora maggiore di un computer, il coltellino svizzero postmoderno. Nulla di male, se non fosse che grazie (o a causa di) questa invenzione non si vendono più sveglie, si vendono meno macchine fotografiche e molta più gente per strada guarda l’ora sfoderando un terminale.
C’è una cosa che, tuttavia, ci tocca in prima persona: il gaming. Una delle altre lame di questo coltellino svizzero è infatti dato dal videogioco. Ai tempi di Snake sul Nokia 3310 la cosa non ci preoccupava, ma oggi – e in particolare con iPhone – la situazione è cambiata. L’Apple App Store è una realtà solida: oltre 100.000 applicazioni presenti per un totale di 500 milioni di download. Un numero spaventoso se si considera che la base installata di iPhone a gennaio 2009 era inferiore a 5 milioni di unità, per un totale di 100 applicazioni scaricate per telefonino. Meno preoccupante è lo scenario commerciale: considerando che molte di queste applicazioni sono gratuite, il fatturato al momento non raggiunge le cifre dei videogame tradizionali. Ma è in crescita.
Recombu, un sito che si occupa manco a dirlo di telefonini, in un articolo rilasciato lo scorso 21 novembre, paventa la morte della console portatile:
The iPhone has pushed mobile gaming further than any other mobile manufacturer to date. Certain iPhone games are as good as games on the Nintendo DS or PSP. The main advantage of mobile phones over dedicated gaming devices is their ability to connect to mobile networks, allowing gamers to play multiplayer games wherever they are.
E in effetti in un panorama che vede il dispositivo mobile come incarnazione della convergenza sembra avvalere questa tesi. Pertanto è lecita la domanda: come salvare i dispositivi portatili dedicati al gaming? La convergenza di contenuti web, audio e video (una strada già perseguita da PSP e, in misura minore, da Nintendo DS) è sufficiente? Una risposta potrebbe arrivare dall’aggiunta di funzionalità relative alla telefonia nelle console. nGage, però, ha fallito miseramente tant’è che Nokia abbandonerà definitivamente lo store nel corso del prossimo anno. Un’altra possibile soluzione consiste nel rivolgersi a chi non usa o usa poco il cellulare, una categoria ristrettissima di persone in qualche modo incarnata dalle ultime campagne Nintendo con protagonisti bambini ed anziani. Queste però appaiono soluzioni utili solo nel breve periodo. Il destino del mobile gaming forse non è stato segnato, ma è chiaro che i colossi tradizionali del settore devono iniziare sin da subito a rimboccarsi le maniche.

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